GEN Z tra meno Welfare e più tasse: la sfida è la cultura finanziaria

Secondo Annamaria Lusardi, economista della Stanford University e tra le massime esperte mondiali di educazione finanziaria, la Generazione Z italiana dovrà affrontare un futuro caratterizzato da minore protezione pubblica e maggiore pressione fiscale. Un cambio strutturale che impone un ripensamento delle competenze di base dei cittadini.
I dati confermano un quadro critico: il 46% dei giovani italiani è finanziariamente fragile, il peggior dato in Europa. Una fragilità che si traduce in difficoltà concrete nella gestione del denaro, nelle scelte di risparmio e negli investimenti, spesso guidati da fonti non qualificate come i social.

Il modello socio-economico sta cambiando:

  • sistemi pensionistici meno generosi
  • maggiore responsabilità individuale nella gestione del risparmio
  • complessità crescente dei mercati finanziari

In questo scenario, la conoscenza finanziaria diventa una competenza di cittadinanza, al pari dell’alfabetizzazione tradizionale. Non è più un “plus”, ma un prerequisito per evitare esclusione economica e sociale.

L’Italia sconta un ritardo storico:

  • bassi livelli di alfabetizzazione finanziaria rispetto agli altri Paesi
  • forte disuguaglianza nell’accesso alle competenze
  • scarsa integrazione nei percorsi educativi

Secondo Lusardi, senza un intervento sistemico il rischio è duplice:
– aumento delle disuguaglianze
– minore capacità di pianificazione delle nuove generazioni.

La proposta è chiara:
– inserire stabilmente l’educazione finanziaria nei programmi scolastici
– renderla parte dell’educazione civica
– costruire un indicatore nazionale di “financial literacy”, al pari del PIL.

Esperienze già avviate in Italia (Comitato Edufin) dimostrano che intervenire precocemente, già dalla scuola primaria, è la chiave per generare impatto sistemico.

La Generazione Z non sarà “più povera” per definizione, ma sarà più esposta al rischio.
La differenza la farà una sola variabile: la capacità di gestire consapevolmente il proprio denaro.

Fonte: Huffington Post Italia, 24 marzo 2026

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